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S.Maria a Monte, mt 1030), nei conci a vista che aticolano le stradine e le case arroccate sull'alto pendio, nei boschi che, vasti e silenziosi, si stendono a quote più basse conservando i profuni antichi di pregiatissimi funghi e le specie molteplici della flora appenninica.
Nelle campagne si aggregano borghi di lontane memorie e si proteggono sorgenti di acque dalle molteplici valenze. La abitarono i Sanniti sulla cima più alta: le loro fortezze fatte di massi si snodano su Monte Saraceno memore nel nome di future invasioni arabe, mantenendosi ancora oggi alla vista.
Ma prima ancora su queste alture, nelle cavità naturali di rupi a perpendicolo con il suggestivo nome di Pesco delle Fate, abitarono i primi uomini, lasciando i loro segni.
Sull'altra cima la devozione millenaria dei cercesi ha innalzato la chiesa dell'Assunta, speculare all'altro monumento che a valle mostra il suo campanile ed il corpo massiccio della sua fabbrica, il Convento di S.Maria della Libera.
La mole del castello, in cima all'abitato, conserva intatti i segni del passato medievale e rinascimentale.