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Il paese moderno sorge sulle rovine di un antico castello medioevale di cui oggi sono visibili alcune porte e torrette.
Abbellito da un'elegante piazza, piccolo gioiello all'apice del paese, è circondato da un incantevole paesaggio ricco di boschi e luoghi ameni. Il borgo antico è caratterizzato da vicoli stretti, ben curati, dove il visitatore che vi giunge resta incantato dalle ombre dei tetti sulle viuzze acciottolate, dal rosso-rosa dei gerani penzolanti dal balcone ed è inebriato dall'odore della paretaria attaccata ai muretti, dalla fragranza del bucato steso al sole e dai soffritti delicati delle finestre socchiuse.È la quiete di un mondo antico, suggestivo di indubbio fascino.
Il paese, nella posizione come lo conosciamo oggi, affonda le sue origini nel Medioevo; tuttavia i numerosi ritrovamenti archeologici e le fonti storiche ci dicono chiaramente che la zona era abitata fin dalla preistoria.
Nel III secolo a.c. Saipinis, importante centro del Sannio Pentro, sorgeva su un altura denominata Terravecchia; città che, però, nel corso della III guerra sannita fu espugnata dal Console C. Papirius Cursor.
Nella valle del Tammaro prese forma, però, un altro insediamento, Saepinum, intorno al nodo stradale caratterizzato dall'incrocio fra il tratturo principale, "decumano" ed il tratturello del Matese, "cardo"; questo raggiunse il suo apice nei primi anni dell'età imperiale.
Nel IX secolo per la sua posizione facilmente soggetto a saccheggi fu abbandonato e fu costruito un nuovo insediamento, Castellum Saepini, l'odierna Sepino.