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Sepino Sepino, adagiata alle pendici dei Monti del Matese, vede racchiusi nel suo nome secoli di storia.   Il paese moderno sorge sulle rovine di un antico castello medioevale di cui oggi sono visibili alcune porte e torrette. Leggi tutto
San Giuliano del Sannio Il piccolo paese del Molise posto su un colle fa parte di quella culla di storia e di cultura quale è il Sannio; si affaccia sulla Valle del Tammaro e proprio dal belvedere del Paese si può ammirare un paesaggio ricco di suggestione e di magnifici colori in qualunque periodo dell'anno, che spazia sino ai Monti del Matese.   Leggi tutto
Mirabello Sannitico Mirabello Sannitico è posto su un piccolo colle tra due torrenti, di cui il principale è il "Tappino", che danno vita ad una rigogliosa e verdeggiante vegetazione. 

E' situato nel Molise Centrale, a circa 6 chilometri dal capoluogo di regione Campobasso.  
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Cercepiccola È posto su di una collina, in posizione dominante, alquanto panoramica, sulla piana del fiume Tammaro.
La Chiesa parrocchiale è quella del SS. Salvatore, di costruzione antichissima. Vi furono eseguiti due importanti interventi di restauro; il primo nel 1742, l'altro nel 1847 con l'ampliamento della volumetria.  
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Cercemaggiore   Terrazzo del Molise, Cercemaggiore domina dai suoi mille metri di altitudine i panorami del Molise, scoprendo orizzonti inaspettati fino alla Puglia, alla Campania, agli Abruzzi. Paesaggi tra i più svariati, racchiude la sua millenaria storia nelle rocce, nelle pinete che contornano le sue due cime (Monte Saraceno, mt 1089; Leggi tutto
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Storia

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Storia di Cercemaggiore

Storia di Cercemaggiore

La storia del comune affonda le radici nell'era neolitica. Ciò è testimoniato da rinvenimenti, comunque casuali e sporadici, avvenuti sul territorio negli ultimi decenni. Intorno al IV secolo la zona accolse insediamenti sannitici nati sia per assolvere a scopi militari che per ricavare proventi economici dal territorio, assecondando le sue caratteristiche. Alle pendici di Monte Saraceno sono state rilevate le strutture di quella che fu, senza margine di dubbio, una roccaforte. Ciò che ne rimane dà un'idea di come dovette essere inaccessibile a chiunque tentasse di espugnarla. Inoltre sull'area comunale sono tornati alla luce i resti di un complesso agricolo. Uno dei pochi, se non l'unico esempio di tali strutture in epoca sannitica.

Cercemaggiore, nel corso del Medioevo, conobbe un momento piuttosto florido. Ad interrompere la fase positiva che avrebbe potuto permettere il formarsi di solide basi per il futuro, furono i Saraceni. Questi erano stati chiamati sul territorio dai Longobardi per risolvere beghe interne. Gli effetti furono disastrosi. Cercemaggiore fu una delle località molisane che pagarono caramente l'errore dei propri "governenti" con un alto tributo di sangue. Dopodiché la sua storia di appiattì ad una serie di "passaggi di proprietà" da una famiglia nobile all'altra.

Segni tangibili del Medioevo sono ancora architettonicamente riscontrabili in località Caselvatico. Qui resta una massiccia torre, intorno alla quale si generò un modesto abitato che ancora oggi mantiene parte delle caratteristiche originali. Alcuni edifici, purtroppo, sono disabitati e preludono a quello stato di vera e propria fatiscenza. Gli altri conservano in buona parte la struttura in pietra. A Caselvatico, inoltre, nella muratura di alcuni edifici sono riscontrabili frammenti scultorei (in particolare sono interessanti una "protome" umana di buona fattura, ed una figura di cavallo, rapportabile formalmente ad esempi dello stesso periodo in altre località) che risalgono senza dubbio, all'epoca romanica. Ciò fa nascere l'ipotesi della presenza in loco, nel Medioevo, o nelle immediate vicinanze, di una struttura sacra caduta in rovina, i cui elementi sono poi stati riutilizzati, in parte, per la costruzione delle casette del villaggio. Caselvatico, dunque, rappresenta all'interno del territorio di Cercemaggiore un importante esempio di abitato medievale che,oltre all'indiscutibile valore storico, possiede anche quello paesaggistico che forse meriterebbe di essere maggiormente valorizzato.

Cultura di Mirabello Sannitico

Cultura di Mirabello Sannitico

ARGOMENTI DI CULTURA POPOLARE. La festa del patrono, le tradizioni musicali, il folclore.

Le principali feste di Mirabello Sannitico sono quelle religiose, legate alle devozioni testimoniate dai luoghi di culto e dalle statue in essi conservate. La ricorrenza più sentita è quella del patrono, San Giorgio. Il 19 marzo si festeggia San Giuseppe. Un tempo, una grossa fiera animava le vie del paese. Fino a circa un decennio fa, s’imbandivano le tavole di San Giuseppe, così come accade ancora oggi in altre località della regione. Le tavole prevedevano la preparazione di tredici pietanze “di magro”, cibi rituali della gastronomia locale. L’ultima domenica di maggio, si onora la Vergine del Rosario. Una volta, in tale occasione, era usanza fare un’infiorata. A giugno (data mobile ), si celebra la ricorrenza di Sant’Antonio di Padova, durante la quale si distribuiscono panini benedetti. E’ il cosiddetto .pane di poveri. L’usanza di distribuirlo è nata in ricordo d’un miracolo attribuito a Sant’Antonio, il quale fece resuscitare un bimbo annegato, la cui madre aveva chiesto l’intervento del santo promettendogli in cambio di donare ai poveri tanto grano quant’era il peso del figlio. Il 16 luglio, la statua della Vergine del Carmelo viene condotta in processione dopo essere stata adornata con numerosi oggetti d’oro votivo. Nel Molise, la Vergine del Carmelo era detta anche, Madonna del brigante, sembra, infatti, che i briganti nutrissero una particolare devozione per tale Madonna, la cui effigie non pochi di loro portavano al collo ritenendola un potente talismano e il 16 luglio, festa del Carmine digiunavano. Il primo fine settimana d’agosto si festeggia Santa Lucia. Tale festa, fino a qualche anno fa, si teneva in settembre. A ferragosto, l’Amministrazione comunale, un tempo la Proloco, organizza l’estate mirabellese e si solennizza, anche, l’Assunzione di Maria Vergine a cui è intitolata la chiesa madre. L’ultimo sabato e l’ultima domenica d’agosto si festeggia la Madonna di Guglieto situata nell’attuale chiesetta di Monteverde, ove saltuariamente, vi si celebrano delle messe. La festa del patrono A Mirabello, la festa del patrono copre un arco temporale piuttosto ampio, dal 16 al 23 aprile, dilungandosi solitamente anche per uno o più giorni successivi. In tale periodo, si svolgono due processioni. Nella prima si conduce per le vie del paese la statua di San Giorgio che è custodita nella chiesa dell’Assunta. Il trasporto avviene a spalla, con turni di otto portatori. Si tratta di una statua fatta costruire di recente, nel 1998, per avere un simulacro del santo da condurre in processione. Durante la seconda, si porta in processione la reliquia del santo; il corteo si svolge la mattina del 23, verso mezzogiorno, dopo la messa, muovendo dalla chiesetta extra moenia di San Giorgio, in cui torna dopo aver percorso un prestabilito tragitto. La sera del 16 aprile, in più punti del paese e nell’agro, si accendono numerosi falò, detti laure Le pire sono composte di fascine di rametti d’ulivo, di arbusti secchi e d’ogni altro legno utile al caso, spontaneamente preparate dai mirabellesi. L’accensione dei falò si ripete il 22 aprile, quando soprattutto l’area di colle San Giorgio è interessata dai fuochi. In occasione della festa di San Giorgio, si prepara un particolare cibo, denominato “pigne” .Si tratta di un biscotto abbastanza grande, i cui ingredienti base sono farina, uova, olio, zucchero. L’impasto viene lavorato fino a farne strisce sufficientemente lunghe che sono avvolte, con andamento a cochlea, attorno ad un telaio costituito da un flessibile rametto, modellato a forma di cappio. All’incrocio del nodo del cappio, si pone un uovo sodo, legandolo con una sottile fascia di pasta. La pigna viene poi cosparsa di bianco d’uovo e guarnita di confettini. Si tratta d’un biscotto destinato ai fanciulli, poiché un tempo, il 23 aprile, bimbi e ragazzi si recavano con le famiglie sul colle San Giorgio e vi restavano per l’intera giornata, cibandosi con la pigna.

L'Arte a Cercepiccola

L’arte a Cercepiccola

Pur essendo di dimensioni veramente modeste, il paese ha espresso diversi artisti che, nella loro vita, hanno lasciato delle opere, siano esse di arte pittorica letteraria o di altro genere, molto apprezzate (dai compaesani e non).
Ne presentiamo qui alcune, nella speranza di poter ampliare questo spazio con il contributo di chi avesse del materiale da voler mettere a nostra disposizione.

La Madre Afflitta

Questo disegno in bianco e nero fu realizzato da un ragazzo all'epoca (1966) appena tredicenne, di nome Antonio Simiele. Esso rappresenta la Madonna in lacrime sul calvario.
Il piccolo artista, pur senza alcuna conoscenza specifica, realizzava dipinti e sculture con una padronanza sorprendente.

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Cultura cercepiccolese

CULTURA CERCEPICCOLESE

Le tradizioni sono il consuntivo della storia  e della cultura cercepiccolese.
Partiamo dalla classica festa patronale, "San Donato", che ricorre il 7 Agosto, seguita dalla festa per il Sacro Cuore di Gesù, celebrata nell'ultima Domenica dello stesso mese. Elementi caratteristici delle due celebrazioni di stampo religioso, sono le processioni che si dipanano per le vie del paese ed il corollario di fuochi pirotecnici e musica che accompagnano le serate.

Tuttavia, specie negli ultimi anni, alle due festività principali si sono affiancate numerose iniziative, con il patrocinio del comune e di gente del posto, volte a trasformare il periodo estivo in un momento ludico e di aggregazione anche per chi decide di soggiornare sul nostro territorio, (calendario delle festività).   

Non va poi dimenticato quel misto di "arte e tradizione", che ormai rappresenta un capo saldo nella vita sociale e culturale della nostra comunità.

 A tal uopo estremamente interessante è l'attività svolta dalla compagnia teatrale "ARTISTI 2000", che da oltre un trentennio inscena periodicamente commedie teatrali, tratte in maggioranza dal repertorio di Edoardo De Filippo, riscuotendo lusinghieri consensi in tutta la regione.
Ma la manifestazione simbolo di Cercepiccola, è la rappresentazione dei "Mesi"  nel periodo di Carnevale. 33 personaggi stranamente vestiti, sfilano per le vie cittadine al canto di filastrocche e battute varie. Fra i tanti spicca la figura di Pulcinella, dagli arguti dialoghi. Trattasi di una rappresentazione quasi trascendentale in cui le sorti degli uomini si intrecciano indissolubilmente alle vicissitudini dei "Mesi", trasposizioni terrene di entità superiori. Oltre ai dialoghi si evidenziano gli abiti ed i monili d'oro che adornano i personaggi.

Fra artigianato e tradizione si inseriscono le classiche "Fruscelle". Trattasi della lavorazione di vimini, onde ottenere recipienti di varie forme e dimensioni, solitamente adoperate per contenere alimenti.
 
 
I MESI
La rappresentazione de I Mesi viene introdotta a Cercepiccola alla fine del XIX secolo. I versi e le canzoni sono stati tramandati oralmente di generazione in generazione. Le rappresentazioni non hanno avuto mai cadenza regolare, e le fonti permettono un'esatta datazione solo a partire dal 1918. La manifestazione, che si svolge generalmente l'ultima domenica di carnevale, è una forma di drammatizzazione popolare, a cui partecipano in costume, in groppa ad asini e cavalli riccamente addobbati con coperte e pennacchi colorati, circa 33 personaggi, tutti rigorosamente di sesso maschile: 2 pulcinella, 1 Arlecchino, 2 cenciunari (straccioni), un presentatore, un direttore d?orchestra, un numero variabile di orchestrali (cavalcano asini), che solitamente raggiunge un massimo di 8; un nonno (il secolo), un padre (l'anno), 12 mesi e 4 stagioni. I costumi, per la maggior parte antichi, variano notevolmente tra i vari personaggi, ognuno dei quali rappresenta la vita ciclica della natura vista dal contadino. Il corpetto indossato solo da alcuni mesi è tutto addobbato d'oro e il suo peso varia da uno a due chilogrammi. La manifestazione inizia la mattina, con il raduno dei personaggi e la sfilata nel centro storico, per proseguire fino al pomeriggio con un numero variabile di repliche. Durante la rappresentazione, i cercepiccolesi offrono bevande e frittelle sia agli attori che agli spettatori e la sera si festeggia con canti popolari e balli.
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In rilievo:

I mesi. Nel periodo di carnevale 33 personaggi stranamente vestiti sfilano su cavalli per le vie cittadine al canto di filastrocche e battute varie. (Altre manifestazioni carnevalesche sono: La Reginella e la Zeza).

Sacro Cuore (penultima domenica di Agosto): Durante la giornata si celebrano due messe con altrettante processioni in cui vengono portate le statue della Madonna e del Sacro Cuore. Una curiosità è che tra gli uomini e le donne del paese si bandisce un’asta per decidere chi deve portare in spalla le due statue. Alla processione partecipano molti ragazzi e ragazze che portano delle bellissime bandiere e dei cesti di vimini addobbati con ogni sorta di cose tra cui fiori e veli. Partecipano anche un cospicuo gruppo di bambine vestite da verginelle.

La pezzotta è una forma di formaggio pecorino stagionato che pesa da 1 a 2 chilogrammi e che 2 squadre di giocatori debbono far rotolare lungo un tragitto prestabilito. Vince la squadra che per prima riesce a far giungere la pezzotta allo “scasso” (traguardo finale). La pezzotta deve essere lanciata avvolta da uno spago detto “zaiaglia”.

Cultura di San Giuliano del Sannio

SAN GIULIANO DEL SANNIO IN CUCINA

 

BACCALA' ARRAGANATO

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Ingredienti

* Baccalà ammorbidito
* Mollica di pane
* Noci pestate
* Olive nere snocciolate
* Buccia di arancia tagliata a pezzettini
* Uva appassita
* Origano, prezzemolo, sale, aglio, olio

Esecuzione

1) Mettere in una teglia il baccalà tagliato a pezzi
2) Coprirlo con la mollica condita con le noci, la buccia d'arancia, le olive, i fichi, l'uva, l'origano, il prezzemolo, l'aglio, il sale, l'olio
3) Infornare e lasciare cuocere per circa mezz'ora

FIADONI

Ingredienti per la sfoglia

* 500 gr. di farina
* 3 uova intere
* 2 cucchiai di olio di oliva
* un pizzico di sale

Esecuzione

1) Impastare tutti gli ingredienti e formare una palla
2) Stenderla con il matterello
3) Con una tazza ricavare forme rotonde

Ingredienti per il ripieno:

* 500 gr. di farina
* 6 cucchiai di zucchero
* 6 uova intere
* limone grattato
* Infornare a 180° per circa 30 minuti

Esecuzione

1) Battere le uova con lo zucchero
2) Aggiungere il formaggio e il limone
3) Riempire il cerchio di sfoglia a metà
4) Ripiegare e spennellare il fiadone con il rosso d'uovo che serve a dare colore al fiadone

PIZZA DI GRANONE

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Ingredienti

* 2 kg di farina di granone
* 500 gr. di pezzi di grasso fritto
* un pizzico di finocchio selvatico
* un pizzico di sale

Esecuzione

1) Si impasta il tutto con un poco di acqua calda
2) Si forma una palla, la si schiaccia e si cuoce sul mattone del camino ben caldo con la coppa sopra per un'ora.

POLENTA

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Ingredienti

* farina di granturco
* Sugo di carne di maiale
* 2 litri d'acqua salata con un filo d'olio

Esecuzione

1) Quando l'acqua bolle versare lentamente e a pioggia la farina girando per circa un'ora
2) Condire a strati con sugo e formaggio

SCORPELLE

Ingredienti

* 1 kg di farina
* 6 uova intere
* un pezzo di lievito di pane
* un pizzico di sale
* olio per friggere

Esecuzione

1) Impastare il tutto
2) Friggere nell'olio bollente, versando l'impasto a cucchiaiate
3) Spolverare con lo zucchero a velo

SPAGHETTI CON LE NOCI

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Ingredienti per la pasta

* 1 Kg di farina
* 6 uova

Esecuzione

1) Impastare la farina con le uova
2) Allargare la sfoglia
3) Tagliare la sfoglia a spaghetti

Condimento

* 1 litro di acqua
* una cipolla intera
* un pezzo di baccalà
* 2 cucchiai di olio

Esecuzione

1) Cuocere il tutto
2) Amalgamare con le noci sbucciate e frullate

GELATINA DI MAIALE
* Ingredienti
* Un piede di maiale
* Una coda di maiale
* Un pezzo di cotica
* Un orecchio
* Alloro
* Aceto
* Aglio

Esecuzione

1) Mettere in un pentola con l'acqua bollente i pezzi di maiale
2) Fare cuocere schiumando ogni tanto fino a quando la polpa non si stacca dalle ossa
3) Colare il brodo e farlo raffreddare
4) Spolpare
5) Bollire tutti gli ingredienti e i pezzetti di lesso
6) Far raffreddare e servire a tavola

PIZZA CON I CICOLI
Ingredienti

* farina di granone
* cicoli di maiale
* un pizzico di sale
* un poco di acqua

Esecuzione

1) Si tritano a pezzettini piccoli i cicoli
2) Si mettono in un tegame con un poco di acqua e si fanno scaldare a fuoco lento
3) Si prende la farina e si mette in una ciotola
4) Si impastano i cicoli scaldati, con la farina l'acqua e il sale
5) Si unge uno stampo con un poco di olio e si versa l'impasto
6) Cuocere in forno a 180° per circa un'ora

SANGUINACCIO

Ingredienti

* 1 litro di sangue di maiale
* 200 gr. di zucchero
* un grappolo d'uva appassita
* 200 gr. di mollica di pane fatto in casa
* 100 gr. di formaggio di mucca grattugiato
* budella grande del maiale

Esecuzione

1) Sbriciolare la mollica di pane
2) Unire il formaggio, i chicchi d'uva, lo zucchero e il sangue di maiale
3) Impastare il tutto
4) Legare da una parte la budella, riempire con il composto, legare dall'altra la budella
5) Mettere a bollire dell'acqua in un caldaio, quando bolle si calano i sanguinacci e, bucando con una forchetta, si fanno cuocere per un'ora
6) Cotti e raffreddati si mangiano o tagliati a fette, o fritti, o arrosto sulla brace

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