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Sepino Sepino, adagiata alle pendici dei Monti del Matese, vede racchiusi nel suo nome secoli di storia.   Il paese moderno sorge sulle rovine di un antico castello medioevale di cui oggi sono visibili alcune porte e torrette. Leggi tutto
San Giuliano del Sannio Il piccolo paese del Molise posto su un colle fa parte di quella culla di storia e di cultura quale è il Sannio; si affaccia sulla Valle del Tammaro e proprio dal belvedere del Paese si può ammirare un paesaggio ricco di suggestione e di magnifici colori in qualunque periodo dell'anno, che spazia sino ai Monti del Matese.   Leggi tutto
Mirabello Sannitico Mirabello Sannitico è posto su un piccolo colle tra due torrenti, di cui il principale è il "Tappino", che danno vita ad una rigogliosa e verdeggiante vegetazione. 

E' situato nel Molise Centrale, a circa 6 chilometri dal capoluogo di regione Campobasso.  
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Cercepiccola È posto su di una collina, in posizione dominante, alquanto panoramica, sulla piana del fiume Tammaro.
La Chiesa parrocchiale è quella del SS. Salvatore, di costruzione antichissima. Vi furono eseguiti due importanti interventi di restauro; il primo nel 1742, l'altro nel 1847 con l'ampliamento della volumetria.  
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Cercemaggiore   Terrazzo del Molise, Cercemaggiore domina dai suoi mille metri di altitudine i panorami del Molise, scoprendo orizzonti inaspettati fino alla Puglia, alla Campania, agli Abruzzi. Paesaggi tra i più svariati, racchiude la sua millenaria storia nelle rocce, nelle pinete che contornano le sue due cime (Monte Saraceno, mt 1089; Leggi tutto
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Storia Mirabello Sannitico Cultura di Mirabello Sannitico

Cultura di Mirabello Sannitico

Cultura di Mirabello Sannitico

ARGOMENTI DI CULTURA POPOLARE. La festa del patrono, le tradizioni musicali, il folclore.

Le principali feste di Mirabello Sannitico sono quelle religiose, legate alle devozioni testimoniate dai luoghi di culto e dalle statue in essi conservate. La ricorrenza più sentita è quella del patrono, San Giorgio. Il 19 marzo si festeggia San Giuseppe. Un tempo, una grossa fiera animava le vie del paese. Fino a circa un decennio fa, s’imbandivano le tavole di San Giuseppe, così come accade ancora oggi in altre località della regione. Le tavole prevedevano la preparazione di tredici pietanze “di magro”, cibi rituali della gastronomia locale. L’ultima domenica di maggio, si onora la Vergine del Rosario. Una volta, in tale occasione, era usanza fare un’infiorata. A giugno (data mobile ), si celebra la ricorrenza di Sant’Antonio di Padova, durante la quale si distribuiscono panini benedetti. E’ il cosiddetto .pane di poveri. L’usanza di distribuirlo è nata in ricordo d’un miracolo attribuito a Sant’Antonio, il quale fece resuscitare un bimbo annegato, la cui madre aveva chiesto l’intervento del santo promettendogli in cambio di donare ai poveri tanto grano quant’era il peso del figlio. Il 16 luglio, la statua della Vergine del Carmelo viene condotta in processione dopo essere stata adornata con numerosi oggetti d’oro votivo. Nel Molise, la Vergine del Carmelo era detta anche, Madonna del brigante, sembra, infatti, che i briganti nutrissero una particolare devozione per tale Madonna, la cui effigie non pochi di loro portavano al collo ritenendola un potente talismano e il 16 luglio, festa del Carmine digiunavano. Il primo fine settimana d’agosto si festeggia Santa Lucia. Tale festa, fino a qualche anno fa, si teneva in settembre. A ferragosto, l’Amministrazione comunale, un tempo la Proloco, organizza l’estate mirabellese e si solennizza, anche, l’Assunzione di Maria Vergine a cui è intitolata la chiesa madre. L’ultimo sabato e l’ultima domenica d’agosto si festeggia la Madonna di Guglieto situata nell’attuale chiesetta di Monteverde, ove saltuariamente, vi si celebrano delle messe. La festa del patrono A Mirabello, la festa del patrono copre un arco temporale piuttosto ampio, dal 16 al 23 aprile, dilungandosi solitamente anche per uno o più giorni successivi. In tale periodo, si svolgono due processioni. Nella prima si conduce per le vie del paese la statua di San Giorgio che è custodita nella chiesa dell’Assunta. Il trasporto avviene a spalla, con turni di otto portatori. Si tratta di una statua fatta costruire di recente, nel 1998, per avere un simulacro del santo da condurre in processione. Durante la seconda, si porta in processione la reliquia del santo; il corteo si svolge la mattina del 23, verso mezzogiorno, dopo la messa, muovendo dalla chiesetta extra moenia di San Giorgio, in cui torna dopo aver percorso un prestabilito tragitto. La sera del 16 aprile, in più punti del paese e nell’agro, si accendono numerosi falò, detti laure Le pire sono composte di fascine di rametti d’ulivo, di arbusti secchi e d’ogni altro legno utile al caso, spontaneamente preparate dai mirabellesi. L’accensione dei falò si ripete il 22 aprile, quando soprattutto l’area di colle San Giorgio è interessata dai fuochi. In occasione della festa di San Giorgio, si prepara un particolare cibo, denominato “pigne” .Si tratta di un biscotto abbastanza grande, i cui ingredienti base sono farina, uova, olio, zucchero. L’impasto viene lavorato fino a farne strisce sufficientemente lunghe che sono avvolte, con andamento a cochlea, attorno ad un telaio costituito da un flessibile rametto, modellato a forma di cappio. All’incrocio del nodo del cappio, si pone un uovo sodo, legandolo con una sottile fascia di pasta. La pigna viene poi cosparsa di bianco d’uovo e guarnita di confettini. Si tratta d’un biscotto destinato ai fanciulli, poiché un tempo, il 23 aprile, bimbi e ragazzi si recavano con le famiglie sul colle San Giorgio e vi restavano per l’intera giornata, cibandosi con la pigna.

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